
Val Sedornia: il masso degli antichi druidi nascosto in una valle laterale della Val Seriana, e il sentiero in tre ore di cammino per arrivarci
A 1.700 metri di quota, sopra il paese di Gandellino, c'è un masso erratico di verrucano rosso di venti metri cubi con coppelle scavate a mano. Era un altare di culto fra il terzo e il primo millennio avanti Cristo. Si raggiunge con un'escursione di mezza giornata dal sentiero CAI 309 — e la valle prende il nome dal dio romano Saturno.
Venti metri cubi di verrucano rosso
Nascosto in una valle laterale della Val Seriana bergamasca, fra l'abetaia che sale dal torrente Sedornia verso il Pizzo Coca, c'è un masso erratico che la geologia ha lasciato lì alla fine dell'ultima glaciazione. Venti metri cubi di verrucano rosso-violetto, una pietra dura tipica delle Alpi centrali, che spunta dal terreno per circa centotrenta centimetri — un blocco basso, allungato, con i lati lavorati.
Si chiama Spiaz de Martisöla nel dialetto locale. In italiano gli abitanti della Val Sedornia lo chiamano Altare dei Druidi. La pietra ha coppelle (piccole incisioni circolari) sulla parte superiore, e quattro gradini scavati a mano sui fianchi per salirci sopra.
Secondo gli archeologi che lo hanno studiato — ricerche pubblicate negli ultimi vent'anni, e un pannello informativo installato nel 2024 lungo il sentiero — il masso è stato usato come luogo di culto fra il terzo e il primo millennio avanti Cristo, cioè in un periodo che va dai cinque ai tremila anni fa. Le coppelle riprodurrebbero pattern di costellazioni: una funzione astronomico-rituale tipica delle culture pre-celtiche e celtiche delle Alpi.
Il nome che viene da Saturno
C'è un dettaglio toponomastico che vale la pena ricordare. Il nome della valle — Sedornia — viene da "Saturnia", attraverso un passaggio dialettale. Saturno era il dio romano dell'agricoltura, dell'abbondanza, del tempo che scorre — e nella mitologia indoeuropea trova corrispondenze con divinità celtiche e germaniche legate alla natura e ai cicli stagionali.
I romani che attraversarono queste valli nell'epoca della conquista dell'Italia settentrionale (II-I secolo a.C.) non hanno inventato la sacralità del luogo: hanno semplicemente continuato a chiamarlo con un nome divino, perché i locali già lo riconoscevano come tale. La continuità fra culto celtico pre-romano e culto agreste romano in queste Alpi è documentata in diversi siti — Val Sedornia ne è probabilmente il più visibile, perché il masso è ancora lì, identico a tremila anni fa.
Il sentiero
L'escursione si fa partendo da Gandellino, comune dell'alta Val Seriana (650 abitanti, 800 metri di quota), e più precisamente dalla frazione Tezzi Alti. Si imbocca il sentiero CAI 309, che risale la valle del torrente Sedornia verso nord-ovest.
Tipologia del percorso: escursione di media difficoltà, dislivello complessivo di circa 700 metri, tempo di percorrenza 3-4 ore di salita, 5-6 ore l'anello completo se si decide di tornare passando dal versante opposto della valle. Il sentiero attraversa boschi di abete rosso, faggio e larice, poi pascoli alti con cascate stagionali.
Punti chiave del percorso:
- Tezzi Alti (parcheggio) — circa 1.150 metri di quota
- Spiazzi dell'Acqua — pianoro intermedio, fontana, ottimo punto di sosta
- Spiaz de Martisöla / Altare dei Druidi — circa 1.700 metri
- Lago Spigorel (variante alta) — 1.850 metri, lago di origine glaciale
- Possibile ritorno dal versante Vigna Soliva per chiudere l'anello
Il sentiero è ben segnato dal CAI. Negli ultimi anni l'Associazione Alpini di Gandellino e il Comune hanno installato pannelli informativi lungo il percorso con la storia geologica e archeologica del luogo. Il pannello sull'Altare dei Druidi, inaugurato a dicembre 2024, riassume le ricerche scientifiche disponibili e indica i punti dove cercare le coppelle.
Cosa c'è prima e dopo l'altare
Salire all'Altare dei Druidi non è solo archeologia. Il sentiero attraversa uno dei paesaggi più belli delle Orobie bergamasche, e ha alcuni momenti che valgono la fatica:
La cascata del Sedornia (a 30 minuti dalla partenza)
Salto d'acqua di una quindicina di metri, visibile dal sentiero, con vasca naturale a piè di cascata. In maggio-giugno è ai massimi del flusso per lo scioglimento delle nevi. D'estate diventa più sottile ma resta scenografica.
Spiazzi dell'Acqua
Pianoro a circa 1.500 metri, dove il sentiero spiana per qualche centinaio di metri prima di riprendere a salire. Fontana di acqua di sorgente, alcune baite tradizionali in legno e pietra (alcune ancora abitate stagionalmente da pastori). È il punto migliore per un picnic.
Lago Spigorel (variante per il giro completo)
Specchio d'acqua di origine glaciale a 1.850 metri. Piccolo, profondo, riflette le cime delle Orobie. In agosto è il punto ideale per il bagno (acqua fredda anche d'estate, ma fattibile). Possibile accampamento per chi vuole pernottare in valle.
I bramiti del cervo (settembre)
Da metà settembre a inizio ottobre, in Val Sedornia c'è una popolazione stabile di cervi selvatici che entrano in fase di bramito — il richiamo per la stagione di accoppiamento. Sono i suoni naturali più impressionanti delle Alpi italiane, udibili nelle ore serali e mattutine. L'Ente Parco delle Orobie organizza escursioni guidate in questo periodo, focalizzate proprio sull'ascolto del bramito + visita all'Altare dei Druidi.
Quando andarci
Periodo ideale:
- Maggio-giugno — fioriture alpine, cascate al massimo, neve in alto già sciolta sotto i 1.800 metri
- Settembre — colori autunnali, bramito del cervo, meno gente
- Luglio-agosto — bel tempo ma più affollato nei weekend; durante la settimana ancora tranquillo
Da evitare:
- Inverno — sentiero impraticabile per neve dalla quota 1.300 metri in su; il tratto fino all'Altare è in alta quota
- Primavera presto (marzo-aprile) — fango, neve ancora presente in alto
Difficoltà: classificato E (escursionistico) nella scala CAI. Adatto a chi cammina regolarmente, anche se principiante. Bambini sopra i 10 anni lo fanno tranquillamente; sotto, conviene fermarsi a Spiazzi dell'Acqua.
Cosa portare
- Scarpe da trekking con suola scolpita (il sentiero ha tratti rocciosi)
- 1,5-2 litri di acqua a persona
- Maglia a maniche lunghe anche d'estate (in quota fa fresco)
- Macchina fotografica — il masso è fotogenico e va capito guardandolo da angolazioni diverse
- Carta dei sentieri delle Orobie Bergamasche o un'app di trekking (Komoot, Wikiloc)
Come arrivarci
- Da Bergamo: 50 km a nord-est via SS671 dell'Alta Val Seriana — 1h15
- Da Milano: 110 km a nord-est, A4 fino a Bergamo, poi SS671 — 1h45
- Da Lecco: 75 km via SS342 + SS671 — 1h30
Parcheggio: piazzale a Tezzi Alti (frazione di Gandellino), in fondo alla strada sterrata che parte dal centro del paese. Gratuito, capienza limitata (~30 posti). Nei weekend di alta stagione conviene arrivare presto (entro le 8).
Dove dormire: Gandellino ha un paio di B&B e qualche affittacamere. La scelta più ampia è a Gromo (5 km a valle) o Ardesio (15 km a valle): entrambi borghi della Val Seriana con offerta ricettiva consolidata.
Dove mangiare: a Tezzi Alti ci sono rifugi e trattorie con cucina alpina (polenta taragna, salame della Val Seriana, formaggio Branzi). A Gandellino la trattoria Da Bigio è un riferimento locale per il pranzo dopo l'escursione.
Dati pratici
- Lunghezza: 8-12 km a seconda della variante (con o senza Lago Spigorel)
- Dislivello: ~700 m
- Tempo: 3-4 ore di salita all'Altare, 5-7 ore per l'anello completo
- Difficoltà: E (escursionistico)
- Quando: maggio-giugno, settembre. Luglio-agosto OK con sole; inverno no
- Costo: gratuito; parcheggio Tezzi Alti gratuito
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