Lago di Como: come l'aristocrazia inglese e i mercanti lombardi hanno costruito, fra Sette e Ottocento, il lago che oggi tutti riconoscono
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Lago di Como: come l'aristocrazia inglese e i mercanti lombardi hanno costruito, fra Sette e Ottocento, il lago che oggi tutti riconoscono

Per duecento anni il Como è stato la destinazione preferita del Grand Tour europeo. Trenta ville d'autore, giardini progettati da paesaggisti inglesi, un'industria della seta che ha pagato tutto. Una guida storica e pratica alle ville, ai paesi e ai sentieri del lago più narrato d'Italia.

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OtiumWeek EditorialRivisto e approvato
· 20 maggio 20266 min di lettura

Il lago che gli inglesi hanno costruito (almeno in parte)

Per capire come è fatto oggi il Lago di Como bisogna risalire al Settecento. Nel 1740, quando l'aristocrazia europea cominciò il Grand Tour — quel viaggio formativo di mesi che portava i figli dei nobili da Londra, Berlino, Parigi attraverso Francia, Italia, talvolta Grecia — il Como era già una tappa fissa.

Cosa cercavano gli inglesi qui? Un paesaggio sublime (montagne ripide, acqua scura, ville classiche): la stessa estetica romantica che cercavano i pittori (Turner, Friedrich), i poeti (Shelley, Byron), i compositori (Liszt, Bellini). Tutti hanno passato del tempo sul Como, tutti hanno scritto del Como, tutti l'hanno dipinto.

Ma soprattutto: tra fine Settecento e tutto l'Ottocento, ricchi mercanti milanesi e nobili lombardi cominciarono a costruire ville sulle rive del lago — circa trenta in tutto, alcune di scala palaziale — molte progettate guardando i precedenti inglesi (le case di campagna palladiane) o francesi (i petit châteaux della Loira). I giardini furono affidati a paesaggisti inglesi.

L'immagine attuale del lago — ville bianche col verde rigoglioso intorno, cipressi giapponesi, palme nane, gelsomini, magnolie — è in larga parte un'invenzione anglo-lombarda di duecento anni fa. Prima il Como era un lago di pescatori e contrabbandieri. Il "Como turistico" come oggi lo conosciamo è un costrutto del periodo del Grand Tour.

Le ville (le cinque che bisogna vedere)

Villa Carlotta (Tremezzo)

La più nota. Fondata nel 1690 da Giorgio Clerici (banchiere milanese), passata nel 1801 al marchese Giovanni Battista Sommariva — collezionista d'arte che vi installò opere di Canova, Thorvaldsen, Hayez. Poi nel 1856 vi si stabilì la principessa di Prussia Carlotta, che ne fece la sua residenza estiva. Da allora si chiama così.

Da non perdere: "Amore e Psiche" di Antonio Canova (versione marmorea originale del gruppo classico); "Il Bacio" di Hayez (versione 1859, la più popolare al mondo); il giardino con migliaia di specie esotiche, in particolare le azalee in fiore ad aprile-maggio (la sua stagione di gloria).

€12, aperta marzo-novembre. Tremezzo, a 30 km a nord di Como città.

Villa del Balbianello (Lenno)

L'icona cinematografica del lago. Casino di villeggiatura del cardinale Angelo Maria Durini nel 1787, poi acquistato dal generale Guido Monzino (esploratore, primo italiano sull'Everest nel 1973) che vi riunì la sua collezione orientalista e i ricordi delle sue spedizioni.

Set di Casino Royale (2006) e Star Wars: Episode II (2002). Si raggiunge solo via lago (5 minuti di barca dal porto di Lenno) o con sentiero pedonale di 1 km dalla località di Lenno.

€12, aperta marzo-novembre. FAI (Fondo Ambiente Italiano) lo gestisce dal 1988.

Villa Melzi d'Eril (Bellagio)

Costruita 1808-15 per Francesco Melzi d'Eril, vicepresidente della Repubblica Italiana napoleonica. Stile neoclassico puro — l'architetto Giocondo Albertolli aveva lavorato per Napoleone in Lombardia.

I giardini all'inglese sono fra i più importanti del Nord Italia. Cipressi giapponesi del 1840 (alcuni dei primi importati in Europa), una collezione di camelie nel piccolo museo, statue rinascimentali ricollocate. Il Tempietto di famiglia sul lago — piccolo edificio neoclassico dove sono sepolti i Melzi — è uno degli scorci più fotografati del lago.

€7, aperta marzo-novembre.

Villa Serbelloni (Bellagio)

Sopra Bellagio, sulla collina. Acquistata nel 1788 dal duca Alessandro Serbelloni, ampliata. Oggi sede della Rockefeller Foundation (dal 1959 — la villa fu donata dalla principessa Ella Walker della Sengra) che ci organizza i suoi Bellagio Center — un centro studi/residenze per intellettuali e ricercatori internazionali.

Si visita solo con guida, due partenze giornaliere prenotabili dal Promobellagio. €10, mar-novembre.

Villa Olmo (Como città)

La più grande della città di Como. Neoclassica del 1782, voluta dal marchese Innocenzo Odescalchi, oggi di proprietà comunale. Giardini all'inglese pubblici, sale interne aperte per mostre temporanee, Garibaldi vi soggiornò due volte (1859, 1862).

Ingresso gratuito ai giardini, biglietto per le mostre interne.

Bellagio, Varenna, Menaggio (il "triangolo")

Il Centro Lago (la parte mediana del lago, dove si biforca verso Como e Lecco) è dominato da tre paesi che si guardano l'uno con l'altro:

  • Bellagio — "la perla del Lario" come la chiamavano gli inglesi. Più grande, più mondana, più cara
  • Varenna — sulla sponda orientale, più piccola, più romantica, Passeggiata degli Innamorati
  • Menaggio — sulla sponda occidentale, terza per turismo ma con vita più "italiana" (mercato del venerdì, pasticcerie storiche, una piscina pubblica gratuita sul lago)

I tre paesi sono collegati da traghetti ogni 20-30 minuti in alta stagione (€5-7 per tratta). La giornata classica prevede: mattina a Bellagio (ville), traghetto a Varenna per il pranzo, traghetto a Menaggio per il tardo pomeriggio, ritorno serale al punto di partenza.

La seta e l'industria

Una nota meno turistica ma importante. Il Lago di Como ha avuto fino al primo Novecento una delle industrie più importanti d'Italia: la produzione di seta. Cernobbio, Como città, Mariano Comense ospitavano filande, tessiture, manifatture. Le case dei filatori (operai specializzati) e le grandi tessiture pre-industriali sono ancora visibili in molti centri.

A Cernobbio, Villa Bernasconi (oggi museo) era la casa del proprietario di una delle più grandi tessiture, ed è decorata con motivi liberty unici al mondo — fiori di gelso, bachi da seta, farfalle. Lo stile decorativo riflette letteralmente l'industria che ha pagato la villa.

Il Museo della Seta di Como in città racconta la storia completa. Indispensabile per chi vuole capire come è fatta la Como pre-turistica.

Cosa fare oltre alle ville

  • Battello panoramico Como-Bellagio (1h30 di navigazione): 18 € andata, 33 € andata e ritorno. La via migliore di vedere il lago dalle vetture.
  • Funicolare per Brunate: dalla città di Como, 5 minuti di salita alla cima di Brunate (715 m), dove c'è il Faro Voltiano (omaggio ad Alessandro Volta, inventore comasco della batteria) e una vista a 360 gradi sul lago. Funicolare €3,30 andata.
  • Greenway del Lago: sentiero pedonale di 10 km sulla riva occidentale, fra Colonno e Cadenabbia. Pianeggiante, accessibile a tutti.
  • Lago di Lecco: il braccio meridionale orientale del lago, molto meno turistico, con Lierna (spiagge accessibili) e Bellano (cascata di Bellano)

Cucina, dove mangiare

La cucina del Lario è fortemente legata al pesce di lago. Specialità che non si trovano altrove:

  • Missoltino — agone (pesce di lago) essiccato al sole, salato, marinato nell'olio. Si mangia con polenta abbrustolita
  • Persico in carpione — filetti di pesce persico fritti e marinati in aceto, scalogno, alloro
  • Polenta uncia — polenta con burro fuso e formaggio fuso semitulibro (versione locale del taragna)
  • Risotto al pesce persico — ricetta più ottocentesca, ma classico

Trattorie storiche da segnare: Trattoria Crotto dei Platani (Brienno, vicino Como), Trattoria Vecchia Varenna (Varenna), Silvio (Bellagio, gestione familiare dal 1900).

Quando andare

  • Aprile-maggio: stagione perfetta. Azalee in fiore a Villa Carlotta, temperature 18-25°C, traffico ancora gestibile
  • Settembre-ottobre: foliage delle Prealpi, traghetti tranquilli, prezzi più bassi
  • Estate piena (luglio-agosto): caldo, traffico intenso sulla SS340 occidentale, prezzi alti. Hotel e ristoranti pieni
  • Inverno: pochi turisti, alcune ville chiuse, lago avvolto dalla nebbia mattutina — atmosfera completamente diversa, molto suggestiva

Come arrivarci

  • Da Milano: 50 km via A9, uscita Como Sud — 1 ora
  • Treno da Milano Centrale: 1h05 fino a Varenna-Esino (sponda orientale), 35 minuti fino a Como San Giovanni (città di Como)
  • Aeroporto: Milano Malpensa (1h), Lugano (40 min se si arriva dalla Svizzera)
  • In auto al centro lago: SS340 da Como (sponda occidentale) o SS36 superstrada da Milano fino a Bellano/Varenna (sponda orientale). Quest'ultima è molto più scorrevole nei weekend di alta stagione.

Dati pratici

  • Quando: aprile-giugno e settembre-ottobre i mesi migliori
  • Dove: Lago di Como, fra le province di Como e Lecco, Lombardia
  • Tempi visita: 2-4 giorni minimo per vedere il centro lago. Una settimana per le periferie meno turistiche (Brienno, Lierna, Bellano)
  • Spesa media: 80-150 € a persona al giorno (alloggio + cibo + traghetti + ingressi alle ville). Più alta nei boutique hotel storici (150-400 €)

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