
Ravello: il 26 maggio 1880, Wagner trovò qui il 'magico giardino di Klingsor' del Parsifal — e da allora il paese non è più stato lo stesso
Sulla Costiera Amalfitana, a trecentocinquanta metri sopra il mare, un paese di duemilacinquecento abitanti che nel XIII secolo aveva venticinquemila abitanti, e che fra il 1880 e oggi ha attratto Wagner, Boccaccio (già nel Trecento), Gore Vidal (per trentadue anni), Greta Garbo, D.H. Lawrence, Virginia Woolf. Una guida storica e pratica alle due ville-simbolo, al Duomo del 1086 e all'Auditorium di Niemeyer del 2010.
"Klingsors Zaubergarten ist gefunden!"
Il 26 maggio 1880, un signore tedesco di sessantasette anni — barba bianca, cilindro nero, completo scuro — sale i settanta tornanti che da Amalfi portano a Ravello. Si ferma davanti all'ingresso di Villa Rufolo. Resta in silenzio per qualche minuto. Poi, secondo i testimoni dell'epoca, scoppia in una specie di esclamazione tedesca.
Quella stessa sera, nel guestbook della Pensione Palumbo dove alloggia con la moglie Cosima e i figli, scrive una singola frase a matita: "Klingsors Zaubergarten ist gefunden!" — "Il magico giardino di Klingsor è stato trovato!"
Il signore è Richard Wagner. Klingsor è il mago malvagio del Parsifal, l'opera che Wagner sta componendo da otto anni e che debutterà a Bayreuth nel 1882. Wagner sa che il secondo atto del Parsifal si svolge in un giardino incantato, il giardino di Klingsor, e per anni aveva immaginato come dovesse apparire scenograficamente: un giardino magico, esotico, sospeso tra cielo e mare, con torri, archi, fontane. A Villa Rufolo lo trovò esistente, esattamente come l'aveva visualizzato.
Lo scenografo Paul von Joukowski, che accompagnò Wagner a Ravello quel giorno, fece schizzi della Villa Rufolo che furono usati come base per il set del 2° atto del Parsifal al Festspielhaus di Bayreuth — e in tutte le produzioni successive del Parsifal fino al primo Novecento.
Da quel 26 maggio 1880, Ravello e Wagner sono inseparabili. Il Ravello Festival, fondato nel 1953, ogni estate organizza concerti tematici wagneriani nei giardini di Villa Rufolo, dove un'orchestra suona sospesa sul vuoto della costa, in una struttura mobile che è una delle visioni più suggestive della scena musicale italiana.
Boccaccio era già passato
Cinque secoli prima di Wagner, Giovanni Boccaccio cita Ravello nel Decameron (la novella di Landolfo Rufolo, mercante ravellese, nella seconda giornata). Il fatto che un autore fiorentino del Trecento scriva di un mercante di Ravello non è casuale: nel XIII secolo, Ravello era uno dei centri economici e commerciali più importanti del Mediterraneo meridionale. Dipendeva dal vicino Ducato di Amalfi e contava — sorprendentemente — fino a 25.000 abitanti. Aveva relazioni commerciali con la Sicilia normanna, con i porti del Levante, con Costantinopoli.
I Rufolo erano la famiglia di mercanti più potente. Costruirono la loro villa nel XIII secolo — quella che oggi è la Villa Rufolo — come residenza di rappresentanza, alta sui terrazzi del paese, con vista sulla costiera. Quando il loro potere finanziario declinò (gli Angioini francesi sequestrarono i loro beni nel 1283), la villa cambiò molti proprietari, e nel Settecento fu abbandonata. Quando Sir Francis Neville Reid, un nobile scozzese, la acquistò nel 1851 per restaurarla, era una rovina.
Lui affidò il restauro a Michele Ruggiero, capo degli scavi di Pompei. Ruggiero ricostruì la villa in stile romantico-mediterraneo, conservando elementi originali (la Torre Maggiore, il chiostro arabo-normanno, la Cappella di Sant'Antonio) e aggiungendo elementi pittoreschi. Fu quella la villa che Wagner vide nel 1880, non quella originale del XIII secolo.
Villa Cimbrone e la Terrazza dell'Infinito
A pochi minuti a piedi da Villa Rufolo c'è l'altra villa-icona di Ravello: Villa Cimbrone. Costruita nel XIII secolo (anche lei medievale), abbandonata nel Cinque-Seicento, fu acquistata e restaurata fra 1904 e 1917 da Ernest William Beckett, secondo barone di Grimthorpe — banchiere inglese che cercò un rifugio in Italia dopo la morte improvvisa della moglie e una serie di scandali sentimentali.
Lord Grimthorpe affidò il progetto a un suo amico, Nicola Mansi, e creò uno dei giardini all'inglese più scenografici d'Italia: cipressi, ortensie, magnolie, una collezione di busti classici, un Tempietto di Bacco, un'arcata di camelie. E soprattutto, la Terrazza dell'Infinito — un belvedere a strapiombo sulla costiera, ornato da diciotto busti marmorei che guardano verso il mare. Gore Vidal la definì "la vista più bella del mondo".
Greta Garbo passò la sua luna di miele a Villa Cimbrone nel 1938 col direttore d'orchestra Leopold Stokowski. D.H. Lawrence scrisse parti di Lady Chatterley's Lover qui. Virginia Woolf scrisse alcune pagine del suo diario sulla terrazza. Winston Churchill dipinse acquarelli del panorama.
Oggi Villa Cimbrone è un albergo a 5 stelle, ma i giardini sono visitabili dal pubblico (€10, marzo-novembre).
Gore Vidal e La Rondinaia (1972-2004)
Tre minuti a piedi da Villa Cimbrone, sul promontorio orientale di Ravello, c'è una villa scolpita letteralmente nella roccia: La Rondinaia — il nido della rondine. Costruita negli anni Trenta dalla famiglia Sanfelice (parenti dei Beckett-Grimthorpe), è una struttura su quattro livelli a strapiombo a 350 metri sopra il mare.
Nel 1972, lo scrittore americano Gore Vidal — già celebre per Myra Breckinridge, Burr, Lincoln — comprò La Rondinaia per 150.000 dollari. Vi visse, insieme al suo compagno Howard Austen, fino al 2004. Trentadue anni.
A La Rondinaia Vidal scrisse alcuni dei suoi libri più importanti: Creation (1981), Lincoln (1984), Empire (1987), Hollywood (1990). Riceveva ospiti illustri: Mikhail Gorbachev, Hillary Clinton, Susan Sarandon, Greta Garbo (ancora lei, ottuagenaria), Princess Margaret. Una lista degli ospiti settimanali veniva pubblicata sulla cronaca di Salerno.
Vidal divenne cittadino onorario di Ravello nel 1995. Vendette la villa nel 2004 quando le sue condizioni di salute non gli permisero più di gestirla. Morì nel 2012, a 86 anni, a Los Angeles. Nel 2025 La Rondinaia è ancora una proprietà privata, non visitabile (è stata acquistata da un gruppo russo nel 2008, poi rivenduta).
Quando si gira il paese, dalla Terrazza dell'Infinito di Villa Cimbrone si vede La Rondinaia sull'altra punta del promontorio, e il sentiero che li collega — l'Orrido di Annunziata — è uno dei tratti panoramici più memorabili di tutta la costiera.
Il Duomo e l'ambone dei Rufolo (1272)
Sulla piazza principale di Ravello, il Duomo dell'Assunta sembra all'inizio modesto. Facciata ottocentesca (rifatta), pianta basilicale del 1086. Si entra, e si trovano due capolavori:
Ambone di Nicola di Bartolomeo da Foggia (1272)
Sulla destra dell'altare maggiore. Pulpito marmoreo retto da sei colonne tortili, ciascuna sostenuta da un leone. Sulle colonne, mosaici dorati in stile arabo-normanno-bizantino. Era stato commissionato dai Rufolo — la famiglia mercante di cui sopra — come dono al Duomo in cambio di sepolture di famiglia nella navata.
È uno dei più importanti pulpiti del Mezzogiorno medievale, paragonato (per qualità tecnica) agli amboni di Pisa e di Pistoia. Restaurato negli anni Ottanta.
Pulpitum di Gemma Persiana
Sul lato opposto. Più antico (XII secolo). Pulpito ricoperto di mosaici bizantineggianti con motivo del pavone — simbolo dell'immortalità nell'iconografia paleocristiana.
Vale la visita. Ingresso gratuito, donazioni libere.
Auditorium Niemeyer: il presente che divide
Il 2010 porta a Ravello una struttura controversa: l'Auditorium Oscar Niemeyer. Progettato dal grande architetto brasiliano (allora 102 anni — è morto nel 2012 a 104), è un'onda di cemento bianco sospesa sul vuoto della costiera, vicino alla Chiesa dell'Annunziata.
Le polemiche dell'epoca furono violente: per molti ravellesi (e per alcuni critici nazionali), una struttura modernista bianca in un paese di pietra grigia era un gesto di violenza paesaggistica. Per altri (Niemeyer stesso, Vittorio Sgarbi), era un gesto di coraggio architettonico che integrava il contemporaneo nel tessuto storico.
L'Auditorium oggi è la sede principale del Ravello Festival estivo. Capienza: 400 posti. Ospita concerti di musica classica, jazz, lirica. In autunno e inverno organizza mostre temporanee e conferenze.
Vale la visita — anche solo per giudicare l'edificio da sé.
Quando andare
Stagioni migliori:
- Aprile-giugno: clima ideale (18-25°C), giardini in fioritura (camelie, ortensie a maggio, glicine a giugno), affollamento ancora gestibile
- Settembre-ottobre: stagione delle ultime fioriture autunnali, foliage delle vigne sopra Ravello, mare ancora caldo per chi vuole scendere ad Amalfi
- Ravello Festival: luglio-settembre, programma a base wagneriana ma con incursioni contemporanee. Biglietti €30-100 a seconda del concerto. Prenotare con mesi di anticipo per i grandi nomi
- Inverno: pochi turisti, freschissimo (10-15°C), perfetto per chi vuole vedere il paese senza folla
Da evitare:
- Luglio-agosto: caldo intenso (sopra i 28°C), affollamento massimo, prezzi alti. Le ville chiudono prima per limite di capienza
- Pasqua: weekend lunghi affollatissimi
Come arrivarci
- Da Napoli: 65 km via A3 + SS163 — 1h30 (variabile in alta stagione, fino a 2h)
- Da Salerno: 25 km via SS163 (Strada Statale Amalfitana) — 45 minuti
- Aeroporti: Napoli Capodichino (75 km)
- Bus: linea SITA da Amalfi (fermata sotto il paese, poi 200 metri in salita pedonale)
- Auto: ZTL ferrea nel centro storico, parcheggi a pagamento appena fuori (€3-4/ora)
Combinare con: Amalfi (sotto, 15 minuti in auto), Atrani (il borgo più piccolo della costiera, 10 minuti), Pompei + Ercolano (giornata), Capri (in traghetto da Amalfi-Salerno).
Dove dormire
- Boutique hotel storici: Hotel Caruso (ex Belmond, 5 stelle, €600-1.500/notte), Palazzo Avino (ex 5 stelle Hotel Palumbo dove dormì Wagner — €400-1.000), Villa Cimbrone (€500-1.200)
- B&B nelle case storiche: €150-300/notte
- Hotel di livello medio: €120-250 nei mesi di stagione
Importante: nei mesi del Ravello Festival (luglio-settembre) le strutture si esauriscono con 4-6 mesi di anticipo.
Dati pratici
- Dove: Ravello (SA), Costiera Amalfitana, Campania
- Quando: aprile-giugno e settembre-ottobre i migliori; Ravello Festival luglio-settembre
- Cosa visitare: Villa Rufolo (€7), Villa Cimbrone (€10), Duomo (gratuito), Auditorium Niemeyer (visite guidate gratis)
- Tempo: una giornata intera per le ville + duomo. Due giorni se si include il Festival o passeggiata lungo l'Orrido di Annunziata
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