L'Aquila, sedici anni dopo: come una città distrutta dal sisma è arrivata a essere Capitale italiana della Cultura 2026
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L'Aquila, sedici anni dopo: come una città distrutta dal sisma è arrivata a essere Capitale italiana della Cultura 2026

Il 17 gennaio 2026 il presidente Mattarella ha inaugurato l'anno di L'Aquila Capitale italiana della Cultura. Il programma — trecento giorni di attività, riapertura di palazzi storici, mostra di Fabio Mauri al MAXXI L'Aquila curata da Cattelan — è anche la mappa di una città che, sedici anni dopo il terremoto del 2009, racconta come funziona davvero una ricostruzione.

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OtiumWeek EditorialRivisto e approvato
· 14 maggio 20266 min di lettura

Il 6 aprile 2009

Per capire L'Aquila nel 2026 bisogna ricordarsi un giorno: il 6 aprile 2009. Alle 3:32 del mattino un terremoto di magnitudo 6.3 colpì il centro della città. Morirono 309 persone. Gli edifici crollati furono migliaia, fra cui buona parte del centro storico medievale. La popolazione — circa settantamila persone — fu evacuata. Alcuni furono trasferiti nei resort sulla costa, altri in caserme e tendopoli. Negli anni successivi nacquero le "new town" — venti insediamenti abitativi periferici, costruiti in tempi rapidi, che dovevano essere provvisori e che invece sono diventati la nuova geografia abitativa della città.

Il centro storico restò chiuso per anni. Vie pedonali transennate, palazzi nobiliari del Settecento puntellati con strutture metalliche, le chiese coperte da impalcature. Una città di centomila persone trasformata, da un giorno all'altro, in un cantiere a cielo aperto.

Sedici anni dopo, il cantiere è ancora aperto, ma il centro è riaperto progressivamente. Gli edifici simbolo — Forte Spagnolo, Basilica di Santa Maria di Collemaggio, Palazzo Ardinghelli — sono stati restituiti. È in questo contesto che L'Aquila è stata designata Capitale italiana della Cultura 2026.

Cosa significa essere Capitale italiana della Cultura

La designazione viene dal Ministero della Cultura e ha cadenza annuale. Negli ultimi anni hanno avuto il titolo Mantova (2016), Pistoia (2017), Palermo (2018), Parma (2020-21), Procida (2022), Bergamo-Brescia (2023), Pesaro (2024), Agrigento (2025). L'Aquila 2026 ha una peculiarità: non è una candidatura tradizionale "noi abbiamo questo patrimonio, venite a vederlo", ma una dichiarazione politica e culturale che la ricostruzione è un fatto culturale, oltre che edilizio. Il dossier di candidatura, vincente nel 2023, mette al centro questo concetto.

Il programma — chiamato "Un territorio, mille capitali" — ha cinque filoni dichiarati: Multiculturalità, Multidisciplinarietà, Multitemporalità, Multiriproducibilità, Multinaturalità. Sono parole pesanti che, tradotte, significano: la Capitale non è solo L'Aquila, ma anche Rieti e i borghi del cratere sismico; la cultura non è solo arte, ma anche scienza, natura, comunità; il tempo è stratificato; le esperienze sono replicabili.

Trecento giorni, qualche evento da segnare

Il programma 2026 conta circa 300 giorni di attività. Non si può ridurre a una lista, ma vale la pena segnare i momenti che sono già eventi identitari della città, ora potenziati:

La Perdonanza Celestiniana (28-29 agosto)

L'evento più antico della città. Istituita da Papa Celestino V nel 1294 — il "papa del gran rifiuto" di Dante, eletto a L'Aquila e dimissionario poco dopo — concede l'indulgenza plenaria a chi attraversa la Porta Santa della Basilica di Collemaggio fra il vespro del 28 agosto e quello del 29 agosto. È un giubileo che si ripete ogni anno, dal 1294, ininterrottamente. Patrimonio UNESCO del 2019. Nel 2026 sarà al centro del programma con una settimana di eventi collaterali — corteo storico, concerti, mostre.

I Cantieri dell'Immaginario (luglio-settembre)

Festival di teatro, danza, musica e arti performative diffuso in tutta la città, inclusi i palchi temporanei nei cantieri di ricostruzione ancora aperti. È nato nel 2014 come modo di animare il centro storico ancora in lavori; oggi è un appuntamento permanente.

Fabio Mauri al MAXXI L'Aquila (date in corso)

Retrospettiva dedicata a Fabio Mauri (1926-2009) nel centenario della nascita. Mauri era artista, intellettuale, sperimentatore della performance — ha fatto cose come proiettare film sul corpo nudo dei performer. La mostra è curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini: una scelta che dice molto su come L'Aquila 2026 voglia posizionarsi nel contemporaneo internazionale.

Riapertura del Teatro Comunale e del Teatro San Filippo

Due teatri chiusi dal 2009. Vengono restituiti alla città nel corso del 2026, con stagioni inaugurali che includono prosa, opera, danza. È la cosa più simbolica del programma: spazi pubblici dove la città può tornare a riunirsi.

Strano Mondo a Palazzo Benedetti (dal 24 aprile)

Nuovo spazio espositivo che inaugura con una mostra omonima. Il palazzo è recentemente restituito dopo il restauro post-sisma. Diventerà uno dei poli stabili della scena contemporanea aquilana.

I luoghi da rivedere (o vedere per la prima volta)

Basilica di Santa Maria di Collemaggio

Riaperta nel 2017 dopo otto anni di restauro. È il monumento simbolo della città. Facciata romanico-gotica del 1287, con un fronte a scacchiera bianco-rosa che è uno degli esempi più puri del romanico abruzzese. Dentro custodisce le spoglie di Papa Celestino V, racchiuse in un mausoleo. Il restauro post-sisma è considerato un caso modello: ha mantenuto integralmente le forme originali eliminando gli interventi novecenteschi posticci.

Fontana delle 99 Cannelle

Costruita nel 1272, è una fontana monumentale con 99 cannelle d'acqua allineate su tre lati di un cortile chiuso. Il nome è simbolico: si dice che L'Aquila fu fondata dall'unione di 99 castelli del territorio, e la fontana ne rappresenta uno per ciascuno. Riaperta al pubblico nel 2014 dopo cinque anni di lavori. È uno dei luoghi più fotografati della città e, da un punto di vista pratico, è anche fresca d'estate.

Forte Spagnolo (Castello)

Fortezza cinquecentesca costruita dagli spagnoli sotto Carlo V per controllare la città dopo le rivolte aquilane. Ospita oggi il MUNDA — Museo nazionale d'Abruzzo. Riaperto nel 2018 dopo restauro. Collezione di pittura medievale e rinascimentale abruzzese, fossile del mammut Mammuthus meridionalis rinvenuto vicino L'Aquila nel 1954 (è il pezzo più visitato del museo), e arte sacra.

MAXXI L'Aquila (Palazzo Ardinghelli)

Distaccamento aquilano del MAXXI di Roma, inaugurato nel 2021 nel restaurato Palazzo Ardinghelli del Settecento. Espone arte contemporanea con un focus sulle commissioni site-specific. È il fulcro del programma 2026 per la scena contemporanea.

Le 99 chiese (e quelle riaperte)

La tradizione vuole che L'Aquila avesse, alla sua fondazione (XIII secolo), 99 chiese: una per ciascuno dei castelli fondatori. Non è letteralmente vero, ma il numero di edifici religiosi storici è altissimo per una città delle dimensioni di L'Aquila. Molte sono ancora chiuse o in lavori. Quelle riaperte e visitabili nel 2026 includono Santa Maria di Roio, San Bernardino (custodisce il mausoleo del santo francescano, opera di Silvestro dell'Aquila, 1505), e la Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio.

Cosa significa "fare turismo a L'Aquila" nel 2026

Vale la pena dirlo: L'Aquila non è ancora una città turistica nel senso tradizionale del termine. Ha pochi alberghi, pochi ristoranti aperti la sera tardi (chiusura presto), un centro storico ancora in parte cantiere. Non c'è (ancora) una scena ricettiva paragonabile a quella di Bergamo, Brescia o Pesaro.

Allo stesso tempo, questa è la condizione che rende interessante andarci adesso: si entra in una città che si sta scrivendo. Le cose nuove — la stagione teatrale, le mostre, gli eventi del programma — sono eventi pionieristici, non turistici. Il pubblico è in larga parte locale, accademico, e di addetti ai lavori che vengono da fuori per studio o curiosità.

Per chi viene:

  • Dormire: alcuni hotel storici del centro hanno riaperto (Grand Hotel Sole, alcuni B&B nelle case restaurate). Numerosi agriturismi nei dintorni — la zona di Castel del Monte, Santo Stefano di Sessanio, Rocca Calascio è a 30-40 km e offre alternative spettacolari
  • Mangiare: la gastronomia aquilana è marsicana-abruzzese — pasta alla mugnaia, agnello allo zafferano (lo zafferano DOP è di Navelli, 25 km da L'Aquila), arrosticini di pecora, formaggi pecorini di alta montagna
  • Da combinare: una giornata a Santo Stefano di Sessanio (il borgo restaurato dal progetto Sextantio), Rocca Calascio (la fortezza a 1.460 m citata anche dal cinema, location di "Lady Hawke" 1985 e diversi altri film), il Gran Sasso d'Italia

Come arrivarci

  • Da Roma: 110 km a est via A24 — 1h30 in auto. Bus diretti da Tiburtina (frequenti)
  • Da Pescara: 95 km via A24 — 1h20
  • Treno: stazione L'Aquila sulla linea Sulmona-Terni. Collegamenti limitati. Conviene il bus.

Dati pratici

  • Programma: anno 2026 intero
  • Inaugurazione: 17 gennaio 2026 (con il Presidente Mattarella)
  • Sito ufficiale: laquila2026.it
  • Da non perdere: Perdonanza (28-29 agosto), mostra Fabio Mauri al MAXXI, riapertura Teatri
  • Periodo migliore: maggio-giugno e settembre-ottobre (estate molto calda, inverno freddo con neve)

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