
Cerreto Sannita: il paese ricostruito in otto anni dopo il terremoto, e diventato per caso la capitale italiana della ceramica
Il 5 giugno 1688 un terremoto di magnitudo XI Mercalli rase al suolo la vecchia Cerreto. Il conte Marzio Carafa decise di non ricostruire sullo stesso posto: chiamò un ingegnere napoletano, Giovanni Battista Manni, e fece progettare un paese nuovo a valle, secondo le regole della razionalità barocca. Otto anni dopo era già abitato. Per decorarlo arrivarono i ceramisti di Capodimonte, e da allora Cerreto fa ceramica.
Otto anni per un paese
Il 5 giugno 1688, alle 21:30, un terremoto di magnitudo stimata fra il decimo e l'undicesimo grado della scala Mercalli colpì il Sannio. Cerreto antica — l'insediamento medievale arroccato sulle pendici del Monte Cigno — fu rasa al suolo. Le vittime furono diverse migliaia su una popolazione di poco più di seimila abitanti. Le case crollate erano costruite in pietra e malta, ammassate sul fianco della collina senza alcun piano urbanistico, e cedettero quasi tutte.
Davanti alle macerie il conte Marzio Carafa, signore feudale della contea, prese una decisione inconsueta: non ricostruire. Suo fratello Marino Carafa consultò ingegneri di Napoli e fece eseguire studi geotecnici sul territorio (la parola "geotecnica" non esisteva ancora, ma il metodo sì). L'area scelta per la nuova città fu un'altra: una collina più bassa, più larga, più stabile, ai piedi del Monte Cigno, dove confluiscono i due torrenti Turio e Cappuccini.
Il progetto urbanistico fu affidato a Giovanni Battista Manni, ingegnere napoletano. Il piano era radicale: un reticolo ortogonale di strade, piazze rettangolari, isolati di dimensioni uniformi. Niente più del vicolo medievale stretto e tortuoso; niente più case affastellate. Stile barocco napoletano, razionalità geometrica, simmetrie.
Il risultato fu un paese che entro il 1696, otto anni dopo il terremoto, ogni residente aveva la propria casa nuova. È una delle ricostruzioni più rapide e organizzate della storia urbanistica italiana.
Perché la ceramica
A questo punto la storia prende una svolta che nessuno aveva pianificato. Carafa, per decorare il paese nuovo — pavimenti delle chiese, mosaici della cattedrale, ringhiere dei balconi pubblici, lapidi commemorative, gli ornamenti delle facciate — convocò ceramisti dalla Real Fabbrica di Capodimonte di Napoli e da altre città del centro-sud Italia.
Erano i migliori dell'epoca. Giustiniani, Marchitto, Scarano, Russo — cognomi che ancora oggi sono nomi di botteghe ceramiche operative — arrivarono a Cerreto con tecniche e stili che fondevano la tradizione napoletana di Capodimonte con elementi della maiolica di Faenza. Decorarono il paese, poi alcuni di loro decisero di restare. Si formò così, per caso più che per progetto, una scuola ceramica locale.
Nel Settecento, Cerreto Sannita era già famosa in tutto il Sud Italia per la sua maiolica. Le piastrelle pavimentali, i piatti decorati, le ringhiere di terracotta smaltata: il "made in Cerreto" era un marchio noto. Nei secoli successivi la produzione conobbe alti e bassi (declino nel secondo Ottocento, ripresa anni Trenta del Novecento, declino di nuovo, ripresa attuale), ma la tradizione non si è mai interrotta del tutto.
Oggi a Cerreto Sannita operano circa quindici botteghe ceramiche attive, che producono sia opere tradizionali (piastrelle, vasi, piatti decorati a mano con motivi settecenteschi) sia oggetti contemporanei firmati da designer locali. La cittadina è inclusa nell'Associazione Italiana delle Città della Ceramica insieme a Faenza, Deruta, Vietri sul Mare, Caltagirone.
Cosa vedere
Piazza San Martino e Cattedrale
Il cuore del centro storico. La piazza è un esempio quasi puro di urbanistica barocca: rettangolare, simmetrica, chiusa da edifici di altezza uniforme. La Cattedrale della Santissima Trinità è la chiesa principale, ricostruita dopo il 1688 e completata nel 1731. Pavimento in maiolica di Cerreto (originale settecentesco), pulpito barocco, organo storico. Da non perdere la cripta, dove si conservano le ossa di alcune vittime del terremoto.
Museo Civico e della Ceramica
Allestito in un palazzo nobiliare del Settecento, raccoglie circa 400 pezzi di ceramica cerretese dal XVII secolo a oggi, organizzati per epoca e per autore. È una piccola istituzione — non sempre aperta, da verificare in anticipo — ma essenziale per capire l'evoluzione stilistica della produzione locale.
Le Roste
Sono i due torrenti Turio e Cappuccini che attraversano il paese, dei quali la Cerreto barocca seppe sfruttare la pendenza per lavanderie comunali, per i lavatoi della ceramica (l'acqua serviva all'argilla), e per piccoli mulini. Camminare lungo le Roste è una delle cose più piacevoli a Cerreto: vie pedonali, ponticelli in pietra, lavatoi storici alcuni ancora funzionanti.
Le botteghe ceramiche
Sparse lungo le vie centrali. Alcune accettano visite ai laboratori (Bottega Mazzaro, Bottega Petruzzelli, Antichi Forni). Si vede l'argilla lavorata, lo smalto applicato, la cottura nei forni a legna (alcuni storici, ancora in uso). I prezzi delle ceramiche variano da pochi euro (piccoli ricordi) a diverse centinaia (piatti decorati a mano in stile settecentesco).
Come arrivarci
- Da Benevento: 40 km a nord-ovest via SS372 Telesina, poi SP — 50 minuti
- Da Napoli: 90 km a nord-est via A1 uscita Caserta Sud o A16 uscita Benevento, poi SS372 — 1h30
- Da Roma: 230 km, A1 fino a Caserta Nord, poi SS372 — 2h45
- Treno: la linea Roma-Bari ferma a Telese Terme (15 km), poi taxi o autobus locale
Da combinare: Sant'Agata de' Goti (50 km) per un'altra prospettiva sul Sannio antico, Telese Terme (15 km) per le acque termali, Pietraroja (35 km) per il paleo-sito con i fossili di dinosauro.
Dati pratici
- Quando: tutto l'anno; sagre della ceramica a luglio, vendemmia in settembre nei dintorni
- Dove: Cerreto Sannita (BN), Campania, Sannio
- Eventi clou: Festa della Ceramica (terza settimana di luglio), Festa di Sant'Anna (26 luglio), Presepe Vivente storico (dicembre)
- Da portare: scarpe comode per la pavimentazione barocca, e qualche euro in più per una piastrella o un vaso — la ceramica di Cerreto è un souvenir che dura secoli
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