Cammino dei Briganti: cento chilometri ad anello tra Lazio e Abruzzo, sulle tracce della banda di Cartore
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Cammino dei Briganti: cento chilometri ad anello tra Lazio e Abruzzo, sulle tracce della banda di Cartore

Sette tappe, 108 chilometri, un anello che parte da Sante Marie (L'Aquila) e attraversa la Marsica e il Cicolano — i territori di confine fra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie, dove i briganti del XIX secolo si rifugiavano. Si arriva al Lago della Duchessa a 1.788 metri. Si prende una credenziale che si chiama 'Salvacondotto'.

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OtiumWeek EditorialRivisto e approvato
· 14 maggio 20264 min di lettura

I briganti che non erano criminali

Per capire il Cammino dei Briganti bisogna partire da una distinzione storiografica che gli ultimi decenni hanno reso chiara: i briganti dell'Italia centro-meridionale del XIX secolo non erano semplici criminali. Erano, in larga parte, resistenti all'occupazione sabauda.

Nel 1860, dopo la spedizione dei Mille, il Regno delle Due Sicilie venne annesso al neonato Regno d'Italia. Il Piemonte sabaudo impose immediatamente la coscrizione militare obbligatoria (sconosciuta nel Sud), tasse pesanti, e una pubblica amministrazione che non parlava i dialetti locali. Molti giovani del Sud Italia si rifiutarono di partire per il servizio militare. Si dettero alla macchia. I tribunali sabaudi li chiamarono "briganti" — etichetta giuridica equivalente al moderno "terrorista" — ma erano in larga parte disertori, contadini espropriati e fedeli all'ex regno borbonico.

Nella Marsica e nel Cicolano — il triangolo di montagne tra Lazio meridionale e Abruzzo occidentale — la presenza brigantesca fu particolarmente intensa fra il 1860 e il 1865. Le formazioni più note furono la banda di Cartore, guidata da Berardino Viola, e i fedelissimi del generale catalano José Borjes, mandato dai Borboni esiliati per coordinare la resistenza. Borjes fu catturato nel 1861 al casolare di Mastroddi, tra Sante Marie e la frazione di Castelvecchio, e portato a Tagliacozzo dove fu fucilato insieme ai suoi soldati.

Il cammino

Nato nel 2007 dall'iniziativa di Luca Gianotti, alpinista e camminatore, il Cammino dei Briganti ricalca i sentieri storicamente percorsi dalla banda di Cartore: valli, passi, rifugi montani che permettevano di muoversi rapidamente fra i due lati del confine pre-unitario. È un anello — si parte e si torna a Sante Marie (provincia dell'Aquila, Abruzzo, 825 metri di altitudine), e non si attraversa una sola volta una località ma si fa un giro completo che riporta al punto di partenza.

Lunghezza totale: 108 km. Tappe: 7. Dislivello cumulato: circa 5.000 metri. Periodo ideale: maggio-giugno e settembre-ottobre.

Le sette tappe

  1. Sante Marie → Santo Stefano (~14 km, 600 m dislivello) — partenza in salita verso la dorsale tra Marsica e Cicolano, primi panorami
  2. Santo Stefano → Nesce (~15 km, 800 m dislivello) — attraversamento del confine storico, ingresso nel Cicolano (Lazio)
  3. Nesce → Corvaro (~16 km, 900 m dislivello) — boschi di faggi, attraversamento di antichi sentieri brigantesci
  4. Corvaro → Lago della Duchessa (~18 km, 1.300 m dislivello) — tappa più impegnativa: si sale al Lago della Duchessa (1.788 m), uno dei laghi alpini più suggestivi del centro Italia, all'interno del Parco Sirente-Velino
  5. Lago della Duchessa → Cartore (~13 km, 800 m discesa) — dal lago si scende verso Cartore, il villaggio quasi disabitato dove la banda di Berardino Viola aveva la base
  6. Cartore → Tagliacozzo (~20 km, 1.000 m dislivello variabile) — attraversamento della Valle di Luppa, passaggio dal casolare di Mastroddi dove fu catturato Borjes
  7. Tagliacozzo → Sante Marie (~12 km, 400 m dislivello) — chiusura dell'anello, ritorno al punto di partenza

Il "Salvacondotto"

La credenziale del Cammino si chiama "Salvacondotto" — riferimento ironico ai documenti che i briganti spesso si portavano addosso (falsificati o veri) per evitare l'arresto. Si ritira a Sante Marie, presso l'Associazione Cammino dei Briganti. Costa circa 10 euro e include la guida cartacea, le indicazioni di rifugi, e una carta con i timbri da raccogliere a ogni tappa.

A fine cammino, presentando il Salvacondotto completato, si riceve un attestato di completamento. È uno dei cammini italiani con il rito di credenziale più curato.

Dove dormire, dove mangiare

Le strutture lungo il percorso sono rurali: agriturismi, B&B nei piccoli borghi (Corvaro, Cartore, Sante Marie), e qualche rifugio alpino. Prezzi medi 30-45 euro a notte in mezza pensione (cena + colazione + posto letto, spesso in camerata).

Il cibo è semplice e abbondante: prodotti locali abruzzesi e laziali — formaggi (ricotta, pecorino, caciotta), salumi (ventricina, salame della Marsica), lenticchie del Fucino, agnello alla brace. La cucina è quella che davano ai pastori in viaggio, niente di gastronomico ma sostanziosa.

Importante: alcune tappe (specialmente Lago della Duchessa) non hanno strutture sul percorso: bisogna pianificare in anticipo, prenotare, e in alcuni casi portare il sacco a pelo se si dorme nei rifugi non gestiti.

Per chi è (e per chi non è)

Adatto a: camminatori con esperienza di trekking di più giorni, gente che non ha problemi con dislivelli importanti, chi cerca storia + natura + isolamento (poche persone sul cammino, anche in alta stagione).

Non adatto a: principianti assoluti, famiglie con bambini piccoli, chi vuole comodità (acqua corrente, ristoranti la sera, taxi disponibile). È un cammino rurale e fisico.


Dati pratici

  • Lunghezza: 108 km totali in 7 tappe
  • Dislivello cumulato: ~5.000 m
  • Tempo: 7 giorni
  • Difficoltà: T-E (per camminatori medio-esperti)
  • Credenziale: Salvacondotto, presso Associazione Cammino dei Briganti a Sante Marie
  • Quando: maggio-giugno, settembre-ottobre
  • Costo: 200-350 euro tutto incluso (pernottamenti + cibo) per i 7 giorni

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