
Over and over and over and over: l'ipnosi del design nella Piscina Romano
Al Fuorisalone 2026, la vasca razionalista diventa teatro di riflessi e ripetizioni infinite
Il risveglio di un gigante dormiente
A Milano, dove ogni cortile nasconde una storia, la Piscina Comunale Romano in viale Tunisia è da sempre un luogo sospeso nel tempo. Costruita nel 1934 su progetto dell'ingegner Luigi Secchi, questa struttura razionalista – con le sue linee austere, le grandi vetrate e l'imponente vasca – ha attraversato decenni di silenzio dopo la chiusura al pubblico. Per il Fuorisalone 2026, però, il gigante dormiente si risveglia. Il collettivo curatoriale Echo Chamber ha scelto proprio questo spazio per lanciare Over and over and over and over, un'installazione site-specific che non si limita a occupare la piscina, ma ne esalta l'anima attraverso il dialogo tra passato e presente.
Architettura razionalista incontra design contemporaneo
Varcare la soglia della Piscina Romano è un'esperienza che colpisce tutti i sensi. L'odore di cloro ormai sbiadito si mescola all'umidità persistente che avvolge l'aria, mentre i passi riecheggiano sul marmo originale, creando un sottofondo sonoro che sembra uscire da un film di Tarkovskij. La struttura, esempio impeccabile di razionalismo italiano, con la sua simmetria rigorosa e i materiali nobili – travertino, vetro, acciaio – diventa la cornice perfetta per le installazioni contemporanee. Il contrasto non è uno scontro, spiega la curatrice Beatrice Moro in un'intervista esclusiva. Qui, la purezza delle linee anni Trenta amplifica la complessità delle opere odierne, come un basso continuo che sostiene una melodia nuova.
Over and over and over and over: il ritmo ipnotico della ripetizione
Il titolo dell'installazione non è casuale. Over and over and over and over evoca la ripetizione come atto meditativo e destabilizzante allo stesso tempo. Nella vasca principale, svuotata dell'acqua ma ancora percettibile nella sua forma, l'artista giapponese Yumi Takahashi ha disposto 144 specchi circolari sospesi a diverse altezze. Ogni specchio, dal diametro di 50 centimetri, riflette non solo gli altri specchi, ma anche le architetture circostanti, creando un effetto di infinito moltiplicato che cambia con ogni passo dello spettatore. Volevo giocare con la percezione dello spazio, racconta Takahashi. In una piscina, l'acqua riflette il cielo; qui, gli specchi riflettono tutto, ma in frammenti, in un loop senza fine.
Il gioco dei riflessi nell'acqua (che non c'è più)
La vera magia avviene quando la luce naturale filtra dal soffitto vetrato – un'ampia copertura in ferro e vetro che è stata restaurata per l'occasione – e inonda la vasca. Tra le 10 e le 14, i raggi del sole colpiscono gli specchi di Takahashi, proiettando macchie luminose che danzano sulle pareti di travertino, come ricordi liquidi di un'epoca passata. In un angolo, l'installazione sonora del collettivo bolognese Frequenze Latenti aggiunge un altro strato sensoriale: microfoni nascosti catturano i suoni ambientali – il fruscio dei vestiti, i sussurri dei visitatori, l'eco dei passi – e li restituiscono in loop distorti, un coro di voci che si ripete e si trasforma.
Perché è il luogo più instagrammabile del Fuorisalone 2026
Non c'è dubbio: la Piscina Romano sarà l'epicentro della socialità visiva durante il Fuorisalone. Il motivo? L'interazione unica tra architettura, installazioni e fenomeni naturali crea scenografie impossibili da replicare altrove. Gli specchi di Takahashi, per esempio, offrono inquadrature infinite: un selfie cattura non solo il volto, ma anche il riflesso del soffitto vetrato, quello di un'altra installazione e, forse, il profilo di un altro visitatore sullo sfondo. I gradoni in marmo della tribuna, un tempo sedili per gli spettatori delle gare, sono oggi punti di osservazione privilegiati, dove i fotografi amatoriali e professionisti si accalcano per catturare la simmetria perfetta della vasca. È un set fotografico naturale, commenta il visual designer Marco Ferreri, presente in sala. Ogni angolo ha una profondità diversa, ogni momento della giornata una luce nuova.
Dietro le quinte: la sfida di illuminare il passato
Preparare la Piscina Romano per l'evento non è stato semplice. Il team di Echo Chamber ha lavorato per mesi con la Sovrintendenza di Milano per rispettare l'integrità storica dello spazio. Non abbiamo voluto aggiungere nulla di permanente, spiega l'architetto tecnico Luca Bianchi. Tutte le installazioni sono sospese o appoggiate senza forare superfici originali. La sfida più grande è stata l'illuminazione: sfruttare al massimo la luce naturale, integrandola con proiettori a LED a basso consumo, posizionati strategicamente per non alterare la percezione dello spazio. Volevamo che la piscina sembrasse illuminata da sé, come se la luce fosse sempre stata lì, aggiunge Bianchi.
Un'esperienza sensoriale totale
Visitare Over and over and over and over è un'immersione – nel vero senso della parola – in un ambiente multisensoriale. L'umidità, che si attacca alla pelle non appena si entra, ricorda la destinazione originaria dello spazio, mentre l'eco amplifica ogni suono, creando un paesaggio acustico ovattato e misterioso. La temperatura fresca (mantenuta costante a 18 gradi per preservare le opere) contrasta con il calore della Milano primaverile, offrendo un rifugio inaspettato. E poi c'è la luce, vera protagonista: quella diretta del sole, che disegna pattern mutevoli; quella riflessa dagli specchi, che gioca con le ombre; quella artificiale, che al tramonto accende di toni caldi il travertino.
Curiosità nazionali: da Milano a Roma, il dialogo delle piscine storiche
La Piscina Romano non è l'unico esempio italiano di struttura sportiva riconvertita in spazio culturale. A Roma, la Piscina delle Rose all'EUR – anch'essa razionalista, progettata negli anni '50 – ha ospitato performance di danza contemporanea; a Torino, la piscina del Lingotto è stata integrata nel complesso museale della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli. C'è una tendenza nazionale a valorizzare questi luoghi, nota la storica dell'arte Chiara Russo. Sono spazi ibridi, tra sport e comunità, che si prestano a reinterpretazioni audaci. La Piscina Romano, con la sua location centrale e la sua aura nostalgica, si inserisce in questo filone, ma con una cifra più intima e riflessiva.
Consigli pratici per la visita
- Come arrivare: La Piscina Romano si trova in viale Tunisia 35, facilmente raggiungibile con il tram 9 (fermata viale Tunisia via Plinio) o con la metropolitana M1 (fermata Porta Venezia, a 10 minuti a piedi). In zona, il parcheggio è limitato, meglio optare per i mezzi pubblici.
- Orari di apertura: Durante il Fuorisalone 2026 (14-19 aprile), l'installazione sarà visitabile dalle 10:00 alle 20:00, con ultimo ingresso alle 19:30. Attenzione: potrebbe esserci coda nei weekend.
- Il momento migliore: Per godere appieno dei giochi di luce, si consiglia la visita al mattino, tra le 10 e le 13, quando il sole attraversa il soffitto vetrato e illumina la vasca in modo spettacolare. La sera, dopo le 18, l'atmosfera diventa più intima e teatrale.
- Cosa portare: L'ambiente è fresco e umido, meglio una giacca leggera. Scarpe comode sono essenziali per esplorare tutti i livelli della piscina. La fotografia è permessa (anzi, incoraggiata), ma senza flash per non disturbare le installazioni.
- Per approfondire: All'ingresso, è disponibile una audioguida gratuita (anche in inglese) con interviste agli artisti e curiosità storiche. Per i più curiosi, il sabato mattina alle 11 ci sono visite guidate con i curatori (prenotazione consigliata).
Over and over and over and over non è solo un'installazione da vedere, ma un'esperienza da vivere, un invito a perdersi in un loop di bellezza dove passato e presente si riflettono all'infinito. Nella Piscina Romano, il Fuorisalone 2026 trova la sua anima più poetica.
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