10 Corso Como 2026: Il Takeover che Riscrive la Leggenda
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10 Corso Como 2026: Il Takeover che Riscrive la Leggenda

Durante la Design Week, lo spazio iconico di Carla Sozzani si trasforma in un palcoscenico di arte, design e convivialità

Redazione OtiumWeek· Otium Editor· 16 aprile 20266 min

Il Takeover che Riscrive la Leggenda

Nel cuore pulsante della Design Week 2026, 10 Corso Como non si limita a ospitare eventi: diventa essa stessa un'installazione vivente, un organismo in continua metamorfosi. Lo spazio leggendario fondato da Carla Sozzani nel 1990—con la sua galleria, il bookshop curatissimo, il rooftop affacciato sui tetti di Milano e il ristorante che è diventato un salotto per la creatività internazionale—viene completamente riplasmato attraverso un takeover curatoriale senza precedenti. Per una settimana, ogni angolo respira un nuovo ritmo, pur mantenendo quell'eleganza discreta e quella calda accoglienza che ne hanno fatto un'icona globale.

Il concept del takeover, intitolato "Archive in Motion", nasce dall'idea di rileggere i trent'anni di storia di 10 Corso Como attraverso linguaggi contemporanei. Non una retrospettiva, ma una riattivazione: l'archivio di immagini, oggetti e memorie dello spazio diventa materia prima per artisti, designer e mixologist. Il risultato è un'esperienza immersiva che coinvolge tutti i sensi, dallo sguardo sulle opere al gusto di un cocktail pensato come un'opera d'arte effimera.

Galleria: Il Dialogo tra Archivio e Contemporaneo

La galleria al piano terra, tradizionalmente dedicata a mostre di fotografia e arte, per il takeover accoglie un progetto site-specific firmato dal collettivo multidisciplinare Studio Folder. Intitolata "Patterns of Encounter", l'installazione trasforma l'archivio storico di 10 Corso Como—composto da fotografie di moda, schizzi di design, inviti d'epoca e ritagli di giornale—in un paesaggio tattile e visivo. Le pareti sono rivestite da stampe digitali che riproducono, in scala monumentale, dettagli di tessuti presenti nelle collezioni passate, mentre al centro della sala, sculture in vetro soffiato e acciaio specchiato reinterpretano oggetti iconici venduti nel bookshop negli anni Novanta.

Gli Artisti in Residenza

Accanto a Studio Folder, la galleria ospita una residenza artistica in tempo reale: ogni giorno, un creativo diverso—dalla fotografa britannica Juno Calypso al designer italiano Andrea Anastasio—lavora in uno spazio appositamente allestito, interagendo con il pubblico e producere nuove opere ispirate all'atmosfera di 10 Corso Como. È un modo per rendere visibile il processo creativo, quel "dietro le quinte" che di solito rimane nascosto, e per generare un dialogo continuo tra passato e presente.

Bookshop: La Biblioteca Vivente

Il bookshop, da sempre tempio della carta stampata e dell'editoria indipendente, si trasforma in una "biblioteca vivente". Gli scaffali non ospitano solo libri, ma anche oggetti d'artista ed edizioni limitate create per l'occasione. Tra le curiosità: una collana di volumi curata dalla storica dell'arte Maria Cristina Didero, che raccoglie interviste inedite a figure che hanno frequentato 10 Corso Como negli anni—da Rei Kawakubo a Rem Koolhaas—e una serie di poster serigrafati a mano, realizzati in collaborazione con la stamperia milanese Giorgio Upiglio.

L'Angolo dei Cimeli

In un corner dedicato, i visitatori possono sfogliare—con guanti bianchi—alcuni cimeli dell'archivio: il primo guest book del 1990, con firme che vanno da Franca Sozzani a Peter Lindbergh; i menu originali del ristorante, disegnati da artisti come Luigi Veronesi; e una selezione di packaging storici dei prodotti venduti nel negozio. È un tuffo nella memoria materiale del luogo, reso ancora più prezioso dalla consapevolezza che questi oggetti hanno attraversato decenni di cultura milanese.

Rooftop: Cocktail e Panorama tra Arte e Mixology

Il rooftop, con la sua vista mozzafiato sui tetti di Milano e il giardino pensile, diventa il cuore sociale del takeover. Qui, il bar è gestito dal mixologist Marco Russo, che ha creato una carta di cocktail ispirata ai cinque sensi e alla storia di 10 Corso Como. Ogni drink è una narrazione liquida: il "Sozzani Sour", a base di gin, succo di pompelmo rosa e sciroppo di lavanda, omaggia il gusto sofisticato della fondatrice; il "Corso Como Spritz", una rivisitazione dello spritz classico con bitter alle erbe alpine e prosecco rosé, celebra l'apertura internazionale dello spazio.

Le Serate Soniche

Al calar del sole, il rooftop ospita performance sonore live: dj set selezionati dal collettivo musicale Höga Nord, che mescolano elettronica ambient, jazz e sonorità sperimentali, creando una colonna sonora inedita per le serate della Design Week. L'illuminazione, progettata dallo studio di luce Luz, trasforma il giardino in un caleidoscopio di ombre e riflessi, mentre profumi diffusi—creati in collaborazione con l'olfattiva Laura Tonatto—evocano note di legno di sandalo, gelsomino e carta antica.

Ristorante: La Cucina come Atelier

Il ristorante, normalmente guidato dallo chef Ciro Scamardella, per il takeover vede una collaborazione speciale con la chef stellata Antonia Klugmann. Il menu, intitolato "Ricette d'Archivio", reinterpreta piatti storici serviti a 10 Corso Como negli anni, utilizzando ingredienti di stagione e tecniche contemporanee. Tra le proposte: un "Risotto alla Milanese 2.0", dove lo zafferano è sostituito da curcuma e fiori di calendula, e un "Tiramisù Deconstructed", presentato come un'installazione commestibile in cui ogni componente—dalla crema di mascarpone ai savoiardi—è servito separatamente, invitando il commensale a comporre il proprio dessert.

Il Tavolo degli Artisti

Al centro della sala, un lungo tavolo in rovere massello—progettato dal designer Piero Lissoni per l'occasione—ospita cene a invito ogni sera, dove artisti, curatori e ospiti internazionali si incontrano per discutere di design, arte e cultura. È un omaggio alla tradizione salottiera di 10 Corso Como, che da sempre è stato un crocevia di idee e incontri.

Curiosità Dietro le Quinte

Il takeover non sarebbe stato possibile senza un lavoro meticoloso dietro le quinte. La preparazione è iniziata sei mesi prima, con un team curatoriale guidato da Alessandro Colombo, direttore artistico di 10 Corso Como, che ha setacciato l'archivio per selezionare materiali e definire il concept. Tra le scoperte più affascinanti: una serie di polaroid scattate da Carla Sozzani durante i primi anni di attività, che ritraggono clienti e amici in momenti informali, e una collezione di campioni di tessuti donati da fashion designer che hanno esposto in galleria.

La Sfida Logistica

Organizzare un takeover in uno spazio così stratificato e vissuto come 10 Corso Como ha richiesto una logistica impeccabile. Le operazioni di allestimento sono avvenute di notte, per non interrompere l'apertura giornaliera, e ogni elemento—dalle installazioni ai menu—è stato progettato per essere smontato e riciclato dopo l'evento, in linea con una filosofia di sostenibilità. Inoltre, per preservare l'atmosfera intima del luogo, gli accessi sono stati regolati tramite prenotazione, garantendo un'esperienza fluida e non affollata.

L'Eredità del Takeover

Il takeover della Design Week 2026 non è un episodio isolato, ma segna l'inizio di una nuova fase per 10 Corso Como: da qui in avanti, lo spazio ospiterà ogni anno un progetto curatoriale temporaneo, aprendosi a collaborazioni inedite e mantenendo viva quella capacità di innovazione che ne ha definito l'identità. Come ha dichiarato Carla Sozzani in un'intervista esclusiva: "10 Corso Como è sempre stato un work in progress. Questo takeover è un modo per ricordare che la bellezza nasce dal coraggio di cambiare, senza dimenticare le proprie radici."

Conclusione: Un'Esperienza Totale

Visitare 10 Corso Como durante il takeover della Design Week 2026 significa immergersi in un'esperienza totale, dove arte, design, gastronomia e socialità si fondono in un unico flusso creativo. È la celebrazione di un luogo che, da trent'anni, non è solo un indirizzo, ma un'idea: quella di uno spazio dove la cultura si vive, si tocca, si assapora. E mentre il sole cala sul rooftop, tra un cocktail e una conversazione, si ha la sensazione di essere parte di una storia che continua a scriversi, pagina dopo pagina, con la stessa eleganza e passione del primo giorno.

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